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Mar 28 

TRA REALTÀ E FICTION, NEL LIBRO “LA CONGIURA” LE EFFERATEZZE DELLA FINANZA GLOBALE CHE ARRICCHIVA TUTTI FINCHÉ QUALCUNO HA PROVATO A INFILARE LA FORCHETTA NEI SALSICCIOTTI (LEGGI ASSET TOSSICI) ED È COMINCIATO A PIOVERE MERDA SUL MONDO…

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TRA REALTÀ E FICTION, NEL LIBRO “LA CONGIURA” LE EFFERATEZZE DELLA FINANZA GLOBALE CHE ARRICCHIVA TUTTI FINCHÉ QUALCUNO HA PROVATO A INFILARE LA FORCHETTA NEI SALSICCIOTTI (LEGGI ASSET TOSSICI) ED È COMINCIATO A PIOVERE MERDA SUL MONDO…

Bruno Ventavoli per “La Stampa”

Wall Street

Dice di essere un supermanager di Lehman Brothers. E al solo sillabar quel nome corre un brivido per la schiena. Aggiunge di essere in una cella privata (priva cioè di quei bruti neracci o ispanici che nei film carcerari hanno pessime intenzioni e orridi grugni) in attesa di capire che condanna l’attende, perché era uno di quelli che comandavano la baracca dei mutui. Inizia così “La congiura”, pseudoconfessione firmata da un “Agente Americano” che esce dall’editore Aliberti, nella collana di libri «balzani» diretta da Beppe Cottafavi.

E bizzarro lo è davvero questo «romanzo della crisi» scritto in bilico tra fiction, reportage, saggio. Perché tutto ciò che narra il trio wuminghiano di autori anonimi - un economista, un filosofo, un banchiere - è rigorosamente vero, dai nomi dei presidenti americani alle lobby alle ricette monetaristiche, crac economico compreso.

La congiura - ci auguriamo sia l’unica fantasia - parte da von Hayek, che fuggì dall’Austria diventata hitleriana, e gettò i semi per l’ultraliberismo moderno, quello che riconosce soltanto il valore del singolo (egoista) individuo, e sfocia nel progetto, concepito da una ristretta cupola, di dominare il mondo attraverso il denaro, le filosofie economiche, gli strumenti sempre più raffinati e devastanti della finanza (curiosamente, nel libretto non compare mai la parola «derivati», lo strumento più fittizio della modernità, la vera arma di distruzione di massa delle borse). Insomma, un agile, divertente, provocatorio, indignato, Protocollo dei savi teocon.

Bernard Madoff

Non era semplice, nel secondo dopoguerra, con il comunismo ancora baldanzoso, e tanto keynesismo in giro per il pianeta, aprire la strada ai nuovi «Padroni dell’universo». Ma il «piano concepito dai congiurati» era ed è perfetto. La Mont Pelerin Society, i seminari di Aspen, i premi Nobel, i cowboy repubblicani come il senatore Barry Goldwater (i protagonisti della fiction hanno nomi terribilmente reali) hanno cominciato a spiegare che l’unico giusto verbo era quello del liberismo.

Più mercato e meno regole, più ricchezza privata e soprattutto meno Stato. Che farsene di quel pachiderma burocratico, con impiegati sfaccendati, assenteisti, che costano solo un mucchio di balzelli ai cittadini? Molti volonterosi intellettuali, divulgatori, presidenti, con lo zampino di Dio (attraverso i cristiani integralisti).

E il gioco è stato fatto. La Terra s’è trasformata in un mercato globalizzato, la società in un pianeta liquido dove le garanzie sociali s’annacquavano e le tasse diventavano qualcosa di antipatico e dannoso. Il sogno vero del «piano sarebbe il lavoro gratuito», tipo quello degli schiavi, come al tempo di Roma o dei feudi. «Anche se a tanto non si può arrivare». Ma con una furba delocalizzazione nei quartierini del Terzo mondo dove si crepa di fame, bastano pochi dollari per far sgobbare ore e ore, senza le seccature démodé dei sindacati.

Lehman Brothers

Nella «congiura» un aiutino arriva anche dalle tv, che ammorbidiscono l’opinione pubblica. Citazione, en passant: «La tv è stata fondamentale per il Piano, come è stato evidente anche nei Paesi satellite come l’Italia, dove a comandare direttamente è un tycoon televisivo (è una situazione un po’ africana, quella, ma del resto è un Paese con molte caratteristiche terzomondiali e non si può andare per il sottile con troppi distinguo da canoni del perfetto liberalismo)».

I «burattinai» della congiura sono supermanager, banchieri, grandi industriali, magnati della stampa. Pochi, vigorosi, agiatissimi. «Si riuniscono e affinano le manovre in luoghi a cui i comuni mortali non possono e non devono avere accesso e sulla cui esistenza devono sapere il meno possibile». Forse il dettaglio è molto fiction, e i plutomassonici non s’adunano davvero in qualche resort segreto, allietati da supersquillo appetitose.

Ma l’ultimo mostro partorito dalla fame di denaro, il credito facile, quello sì che è realissimo. Per far girare più soldi si concedono «tonnellate di mutui per la casa anche a gente con una scarsa solvibilità che difficilmente poteva garantire la restituzione del prestito: abitanti dei ghetti, lavoratori poveri, gente che, non di rado, arrivava persino a pensare che le banche e gli istituti finanziari stessero regalando loro a fondo perduto case e carte di debito e di credito».

Licenziato Lehman

I poveracci e gli sciocchi, «altro binomio tipico delle classi inferiori del nostro grande Paese», erano contenti e i ricchissimi, con la loro «pletora di parassiti», facevano ancora più soldi. Certo c’era il rischio che alla fine i derelitti non riuscissero a onorare gli impegni. Nessun problema, scaltri banchieri hanno «cartolarizzato», «spezzettato», farcito i debiti velenosi con titoli preziosamente speziati e li hanno venduti e rivenduti all’infinito nel mondo sotto forma di würstel indigesti.

Poi il cowboy del Wyoming e la casalinga disperata dell’Arkansas mollata dal marito hanno smesso di pagare le rate di interesse (tanto per capirne di più, c’è un bel film sulla crisi nella grande provincia yankee, “Frozen river”) e il meccanismo s’è inceppato. «Quando qualcuno, per capire, ha provato a infilare la forchetta nei salsicciotti, i prodotti finanziari tossici, è cominciato a piovere merda. Sulla testa di tutti».

E qui, con questa diluviante precipitazione escrementizia, siamo tornati alla realtà odierna, fuori del libro. All’affannosa ricerca di una doccia catartica per ripulirci tutti quanti. Con i ricchi sempre più ricchi, i poveri sempre più poveri, e il ceto medio impoverito. E’ finita? Al termine del bagno, avremo finalmente un mondo migliore e più profumato? No, dice sardonico il fantomatico manager del manoscritto.

Si tolgano dalla testa i socialisti e i comunisti, i liberali morbidi e i solidaristi, eccetera eccetera «che la storia possa finire in una direzione contraria al mercato, o addirittura che il capitalismo sia moribondo, o morto addirittura». «Noi torniamo sempre», dice minaccioso, come il più immortale degli zombie. Perché tutti gli uomini hanno dentro il gene dell’egoismo.

Marx pensava di curarlo cambiando il mondo. È finita che il mondo ha cambiato lui e i suoi nipotini. Non ci resta che aspettare un san Francesco o, perché no, qualche fantasioso genetista capace di cancellare la cupidigia dal dna. Nell’attesa, spegniamo un po’ di tv e torniamo a leggere libri. Magari anche questa Congiura. Per provare, nel nostro piccolo (perché anche le formiche nel loro piccolo ogni tanto s’incazzano), a cambiare fiction. Chissà che una volta tanto non vincano i congiurati della giustizia, dell’onestà, della solidarietà?

 
[27-03-2009]

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tra fede e ragione - di stefano f. tozzi